Io e la mia arte
Mi chiamo Fabrizio Martucci e sono nato a Cassino (FR) nel 1971.
La mia formazione artistica ha inizio nel 1996 quando con un gruppo di amici, decidiamo di fare un esperienza di vita in comune.Viviamo diversi anni in un casolare nelle campagne di Perugia circondato da pozzi di argilla.Da li il primo approccio con la materia, le prime forme e quindi i primi esperimenti di cottura.Ho costruito il mio primo forno a legna ed ho imparato, grazie all'aiuto di un'amica artista, a fare il bucchero: questa è un'antica lavorazione etrusca particolare per il colore nero ottenuto dalla cottura a legna in riduzione di ossigeno.
La scoperta dell'arte raku però, segna un passo importante del mio cammino. Sono rimasto affascinato dalle infinite possibilità che la cottura e le colorazioni dominate dalla casualità, concedono a questa antica arte. Avendo già in passato lavorato i metalli, gioco assemblando anime in ferro con corpi in ceramica dando sfogo alla mia creatività.
La realizzazione a mano e l'aspetto alchemico dei trattamenti presentano delle differenze che rendono questi oggetti unici ed irripetibili.
Tecnica di origine giapponese,nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.L'origine del raku è legata alla cerimonia del tè:un rito ,realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza ,che gli ospiti si passavano l'un l'altro.Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano. L'invenzione della tecnica Raku è attribuita a un ceramista giapponese dell'epoca
Momoyama (XVI secolo d.C.), Chojiro, che la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la
cerimonia del tè (e in effetti il suo mecenate fu Sen no Rikyu, un maestro di questa cerimonia). Il termine giapponese Raku significa letteralmente piacere ,gioia di vivere, deriva dal sobborgo di
Kyoto da cui veniva estratta l'argilla nel
XVII secolo d.C. Da quel momento divenne anche il cognome e il sigillo della stirpe di ceramisti discendente da Chojiro, ancora tutt'ora attiva in
Giappone. Nel
XVIII secolo d.C. , venne pubblicato un manuale che ne spiegava nel dettaglio la tecnica, e da allora il Raku si diffuse anche al di fuori del Giappone.
La cottura Raku, seconda cottura, avviene in un apposito forno dove la temperatura sale in circa 3 ore a 950°C. Quando il colore diventa lucido e il pezzo è incandescente si procede all'estrazione. Il forno viene aperto e l'oggetto viene preso attraverso apposite pinze e viene immediatamente depositato in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile (fogli di giornale, truccioli, segatua ecc.) che oltre a bruciare soffoca anche il pezzo, provocando una grossa riduzione. l'oggetto viene poi astratto nuovamente dal contenitore e immerso nell'acqua,dopodiche viene pulito per eliminare i segni della combustione e per far emergere i metalli in tutta la loro irridescenza e brillantezza. Il processo di riduzione può essere parziale o totale.L'elemanto che denota il tipo di riduzione ottenuto è il colore dell'argilla non smaltata:è nera con la riduzione totale e si schiarisce nei toni di grigio a contatto con l'ossigeno .La riduzione totale si ottiene chiudendo completamente il contenitore,in modo che non entri aria. Il tipo di riduzione cambia in base a una serie di variabili:il combustibile(il suo potere di combustione,la sua umidità ecc.),il tempo che intercorre tra l'estrazione e la riduzione(tempo di contatto con l'ossigeno) copertura totale o parziale dell'oggetto. L'anima del Raku è la gioia di sperimentare e l'istintività;ogni oggetto è unico,particolare perché frutto di emozioni.
La tecnica raku è stata introdotta recentemente nel mondo occidentale che ne ha stravolto i suoi risultati. L'effetto decorativo, con riflessi metallici e craquelé, la singolarita del processo, dove l'oggetto è estratto incandescentedal forno, ne fanno una tecnica decisamente emozionante, che stravolge il metodo ceramico classico. Durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico; è quindi necessario utilizzare un'argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di terra ha al suo interno della chamotte (granelli di sabbia) che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria bianca dopo esser stato modellato viene cotto una prima volta tra 950°-1000°C; dopodiche avvine la decorazione attraverso colori specifici per questa tecnica, infatti al contrario della ceramica classica dove vengono usati i pigmenti, nella tecnica Raku vengono utilizzati gli ossidi, quindi per avere un verde, ad esempio,non si utilizza il pigmento dello stesso colore ma l'ossido di Rame. Inoltre nella tecnica Raku si utillizzano come base per i colori le cristalline e non gli smalti.......
- Esempio di Colore Raku:
- Base............................Cristallina Apiombica(detta anche Vetrina)
- Opaccizzante....................stagno(da maggior Corposità al colore)
- Ossido..........................rame ox (colore verde,con rifressi metallici color rosso)
Testo preso da "wikipedia"